Deficienza Artificiale: nel mio lavoro il cervello non si delega
6 giugno 20261 min di lettura

Deficienza Artificiale: nel mio lavoro il cervello non si delega

L’ho scritto su Facebook e ha fatto discutere: “A furia di far pensare gli algoritmi al posto vostro, state dimenticando come si usa il cervello.”

L’intelligenza è un muscolo e se non la usi, si atrofizza.”

Nel mio settore questo rischio è concreto e sottovalutato.

Il mio lavoro vive di cose che nessun algoritmo sa fare davvero: leggere le emozioni di una famiglia che cerca casa, capire quando un cliente dice sì ma pensa no, trovare la parola giusta nel momento giusto durante una trattativa.

Sono competenze che ho costruito con l’esperienza e che mantengo vive solo con l’esercizio quotidiano. Quando deleghiamo costantemente analisi e decisioni a un algoritmo, il cervello si abitua a ricevere invece che a produrre. E questa pigrizia cognitiva persiste anche quando smettiamo di usare l’AI. 

Uso gli strumenti digitali, certo. Ma non smetto mai di pensare con la mia testa. In questo mestiere, la mia intelligenza naturale è il mio vero vantaggio competitivo.